La leggenda del flauto magico

Dopo Mozart... la magia dei burattini Il Flauto Magico di Mozart offre a bambini, ragazzi e adulti l’occasione di immergersi nel meraviglioso mondo della musica e della fiaba; un viaggio fantastico, dove si incontrano draghi, cerchi magici e si superano prove di iniziazione, camminando tra luoghi incantati. Non manca nemmeno il tema eterno dell’amore e neppure quello delle difficoltà che il tortuoso sentiero della vita riserva agli esseri umani che desiderino conoscere il vero amore. Dunque materia ribollente di energia per una forma di teatro, come sono i burattini, dove tutti i luoghi possono essere credibili e reali e dove tutti i personaggi, qualsiasi la loro dimensione fantastica, divengono all’occhio dello spettatore, creature viventi. Uno spettacolo che rende la musica di Mozart visibile agli occhi. Grazie all’avvincente dipanarsi della storia, all’immediatezza della musica, alla simpatia dei personaggi, nonché al tipo di burattini utilizzati (di legno, finemente scolpiti e costumati), la nostra rappresentazione è adatta ad una larghissima fascia di età in termini di coinvolgimento, comprensione e divertimento degli spettatori: è adatto infatti a bambini e ragazzi dai 3-4 anni in avanti. Come è possibile ciò? Il nostro spettacolo non tradisce né l’antica leggenda che ispirò l’impresario Schikaneder nella preparazione del libretto dell’opera Mozartiana, né la più remota favola , conosciuta nell’Austria dei secoli scorsi con il titolo “Lulù e il Flauto magico”. LA TRAMA. Nelle terre del regno del buio, in un palazzo scuro al limitare del bosco, vive Pamina, figlia di Astrifiammante la Regina della Notte. Pamina non è in verità prigioniera di Astrifiammante, ma vive lì relegata perché sua madre, dal giorno della nascita, teme che ella possa conoscere le orrendità del mondo. Il padre Sarastro vive, invece, in una terra lontana; la terra della luce. Egli ha promesso che un giorno tornerà per restituire la libertà a sua figlia Pamina. Per fare ciò sfiderà le ire e la potenza di colei che un tempo era la sua amata sposa Astrifiammante. Intanto la Regina della Notte ha dato ordine al suo servo Papageno, uno strano servitore mezzo uomo mezzo volatile ( sarà interpretato dalla maschera Tavà) di catturare ogni allodola di quelle che vivono nella adiacente foresta. Vuole così evitare che la figlia Pamina senta il canto del mattino restandone affascinata o addirittura rapita. Una notte però Sarastro giunge alla rocca scura. In una situazione rocambolesca riesce ad avvicinare Pamina mostrandole, nel suo scettro magico, il viso di un giovane di nome Tamino che il destino avrebbe designato come sposo per lei. Inizia dunque una fuga nella foresta costellata di appassionanti avvenimenti. Tamino e Pamina, grazie al flauto magico, si incontreranno e si innamoreranno; giungeranno felici al mondo della luce. Per fare ciò però dovranno superare diverse prove tra le quali quella della grotta dell’acqua e del fuoco. Sarastro intanto ha deciso di sfidare Astrifiammante, nel tentativo di impedirle di utilizzare le forze dell’occulto per riconquistare Pamina…Un finale a sorpresa, vedrà Papageno e il Flauto Magico come coloro che sapranno abilmente far rinascere l’amore tra i vecchi regnanti. Una bellissima leggenda con un illuminante finale.